Polizia Locale
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POLIZIA LOCALE

“Città sicura – Regole, rispetto e convivenza urbana”

Le prime forme di polizia municipale risalgono all’età medievale, quando le autorità comunali iniziarono a dotarsi di organi di vigilanza per il controllo dell’ordine pubblico e della proprietà collettiva.
Solo con l’Unità d’Italia (legge 2248/1865, All. B) e, soprattutto, con la legge quadro n. 65 del 1986, si è giunti a una prima regolazione organica delle funzioni e dell’organizzazione della Polizia Municipale, definita oggi più comunemente Polizia Locale.

Il quadro giuridico di riferimento per la Polizia Locale si articola su tre livelli:
- Statale, con la legge 65/1986 e il D.Lgs. 267/2000 (Testo Unico degli Enti Locali), art. 7 e art. 54, nonché il Codice della Strada (D.Lgs. 285/1992);
- Regionale, attraverso leggi regionali che disciplinano l’ordinamento, le uniformi, i requisiti professionali e la formazione (es. L.R. Lombardia n. 6/2015)
- Comunale, tramite appositi regolamenti che disciplinano la dotazione organica, la turnazione, l’accesso agli incarichi e l’operatività in loco.

GLI ARGOMENTI TRATTATI:

La Polizia Locale opera in ambiti specifici, in prevalenza di natura amministrativa. Le sue funzioni sono definite principalmente dall’art. 5 della L. 65/1986 e possono essere così riassunte:
- Amministrativa locale: autorizzazioni e concessioni (occupazione suolo pubblico, attività temporanee); controlli anagrafici e demografici.
- Stradale
- Edilizia e commerciale
- Sicurezza urbana

In concorso con le Forze di Polizia statali, la Polizia Locale può essere coinvolta in piani integrati di sicurezza urbana, sulla base di protocolli stipulati dal Prefetto. L’art. 54 del T.U.E.L. riconosce al Sindaco funzioni di “autorità locale di pubblica sicurezza”, esercitabili tramite il Corpo di Polizia Locale.

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